Progetto POSEIDONE: le analisi sul “beach litter”

Le ricercatrici del Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Università Politecnica delle Marche, la dott.ssa Stefania Gorbi e la dott.ssa Lucia Pittore, insieme alle studentesse e agli studenti delle classe 2ACH e 1ACH del corso di Chimica e Materiali hanno effettuato l’analisi su un campione selezionato di “beach litter” rinvenuto presso la spiaggia a Torrette di Ancona, per determinare le diverse tipologie di oggetti e le caratteristiche chimiche dei principali polimeri. Dall’analisi dei rifiuti, suddivisi in ventidue categorie, è emersa la maggioranza di oggetti di uso comune e materiali isolanti.

La caratterizzazione dell’origine chimica delle plastiche è stata effettuata tramite tecniche di spettroscopia ad infrarossi a trasformata di Fourier (FTIR) con la riflettanza totale attenuata (ATR). La riflettanza totale attenuata (ATR) utilizza un materiale del sensore ottico che abbia un indice di rifrazione sufficientemente alto, adeguato a consentire la riflessione interna al sensore. Qualsiasi sostanza a diretto contatto con il sensore viene investita (e analizzata) dall'energia. L'intensità dello spettro ottenuto mediante FTIR dipende fondamentalmente dal numero di riflessioni, dalla profondità di penetrazione dell'onda evanescente nel campione, dal numero di molecole di interesse presenti nel campione e dalla rispettiva assorbività.

A differenza di quanto avviene con la spettroscopia in trasmissione, per cui la luce deve attraversare interamente il campione, per l'analisi con ATR-FTIR lo spessore del campione non è rilevante. Un campione solido o liquido può avere uno spessore di 10 micron o di 10 cm: in qualunque caso è possibile acquisire uno spettro FTIR utile.

L’identificazione del campione è stata ottenuta confrontando lo spettro IR con librerie di spettri standard. Le analisi hanno permesso l’individuazione dei seguenti polimeri: Polipropilene, Polietilene, Nylon, Poliestere, Polistirene, Poliuretano, Poliossimetilene.