Giovani chimici crescono

TUM_01Dai fondi di caffè alle bioplastiche: cinque studenti della classe 2ACH hanno presentato a Urbino i risultati di una ricerca sperimentale sulla sostenibilità, confrontandosi con il mondo della ricerca scientifica.

La ricerca scientifica può cominciare anche tra i banchi di scuola. Lo hanno dimostrato Maia Ausili, Leonardo Carloni, Martina Farinelli, Greta Mancini e Sara Tavoloni, cinque studenti della classe 2ACH dell’IIS Volterra-Elia, che giovedì 29 ottobre hanno partecipato a TUMA 2026 – The Conference of Cross-cutting Novelties in Chemistry, il congresso interregionale della Società Chimica Italiana che riunisce le sezioni di Toscana, Umbria, Marche e Abruzzo.

Accompagnati dai professori Giuseppe Dipietro e Barbara Raschia, i ragazzi hanno presentato il proprio lavoro nella prestigiosa Sala degli Incisori del Collegio Raffaello di Urbino, confrontandosi con giovani ricercatori universitari, studenti, assegnisti di ricerca e dottorandi.

Protagonista della presentazione è stato il poster scientifico «Bioplastiche dai fondi di caffè esausti: un approccio multidisciplinare alla sostenibilità, ricerca e cittadinanza attiva», realizzato nell'ambito delle attività laboratoriali sviluppate nel corso degli anni scolastici 2025/26 e 2026/27, in collaborazione con il professor Carlo Santulli dell’Università di Camerino (UNICAM).

Il progetto ha previsto la realizzazione di bioplastiche utilizzando materiali naturali e facilmente reperibili, come aceto, glicerina, fecola di patate, gelatina alimentare e fondi di caffè essiccati. Gli studenti ne hanno quindi studiato il processo di biodegradazione in differenti tipologie di terreno (torboso, argilloso, sabbioso e terreno da giardino), analizzando anche l'influenza del pH, acido, basico o neutro. I dati raccolti sono stati elaborati attraverso grafici e interpretati scientificamente, consentendo di approfondire il rapporto tra caratteristiche del suolo e degradazione dei materiali.

A rendere particolarmente significativa l'esperienza è stata anche la capacità dei ragazzi di illustrare il proprio percorso sperimentale e rispondere con competenza e sicurezza alle domande dei partecipanti, dimostrando padronanza del lavoro svolto.

La partecipazione a TUMA 2026 ha rappresentato così un'importante occasione di crescita e orientamento: portare una ricerca scolastica in un congresso scientifico ha infatti permesso agli studenti di misurarsi con il linguaggio e le modalità della comunità scientifica, valorizzando le competenze acquisite in laboratorio e avvicinandosi concretamente al mondo universitario.

Un'esperienza di cui essere orgogliosi, che testimonia il valore di una didattica capace di coniugare sperimentazione, ricerca e sostenibilità, trasformando la curiosità degli studenti in conoscenza e partecipazione attiva.

Si ringrazia in particolare il Prof. Giovanni Piersanti, docente ordinario presso l'Università degli studi di Urbino "Carlo Bo" , Presidente SCI-Marche , chairman al congresso TUMA, per il suo invito a questo evento di altissimo livello scientifico. 

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