In ricordo di Giulio

Giulio Fiorentini (2007 – 2026)

La nostra comunità scolastica si stringe con profondo dolore attorno alla famiglia di Giulio Fiorentini, il nostro studente prematuramente stroncato da un malore mentre pedalava in sella alla sua mountain bike la mattina di Pasqua.

Addolorati e increduli di fronte alla tragica perdita di un ragazzo brillante, educato e gentile che a giugno avrebbe sostenuto l’Esame di Maturità con i suoi compagni, pubblichiamo la commossa lettera aperta che la Prof.ssa Lucia Canella, sua docente di Lettere dal primo anno, gli ha dedicato dopo aver appreso la terribile notizia.

 


Caro Giulio,

la notizia è arrivata così, in un caldo pomeriggio di aprile, nel giorno di Pasqua, mentre ero a passeggio e gustavo ancora il piacere di ore trascorse in buona compagnia. È arrivata veloce, sintetica, brutale. Poche parole, precise, ma dirompenti. Un messaggio su WhatsApp che in questi giorni era pieno di saluti e auguri di amici e parenti, anche di quelli che si fanno vivi solo nelle feste comandate.

La notizia è arrivata inattesa. L’ho letta, riletta, e letta ancora. Impossibile. Il mio cervello non voleva decifrare il significato di quelle poche righe, troppo dense, troppo dolorose. Ma il cuore era già in subbuglio, già spezzato, già in lacrime.

La notizia ha fermato il tempo.
Ha tolto l’audio al mondo.
Ha silenziato le voci.
Ha spento la luce di quel sole di aprile, così caldo.
Ha confuso i pensieri. Ha cancellato i volti.

Ho cercato tra i miei contatti il nome di qualche tuo compagno: dovevo chiedere, volevo capire. Ma, confusa, non li trovavo. Eppure solo ieri stavo correggendo i vostri temi, la simulazione della Prima prova dell’Esame di Stato. Già… l’Esame, Giulio. E ora?

Ci hai lasciati così, in un giorno di aprile che profuma di primavera. Te ne sei andato senza neppure salutare — e questo non è da te: sempre educato, rispettoso, gentile.

Ci hai lasciati increduli e smarriti.
Hai preso un’altra strada, senza preavviso.

Ci hai lasciati con il freddo dentro, mentre fuori il sole continua a scaldare l’aria.
Ci hai lasciati senza parole e senza colori, mentre il mondo è in festa, è Pasqua, tempo di rinascita.

E noi restiamo qui a cercare risposte a domande impossibili, a tentare di dare un nome a ciò che non si può spiegare, a voler credere che la luce delle cose belle continui a esistere anche quando tutto sembra spento.

E ora?

Suggeriscimi tu le parole giuste, Giulio, perché io possa dirle ai tuoi compagni, alla tua famiglia, agli amici, ai colleghi. Aiutaci ad allontanare questo freddo che ci gela dentro. Ricordaci che la vita resta un dono prezioso, anche quando oggi sembra esserci solo il grido del silenzio.

Regalaci ancora il tuo sorriso.
Sostienici con il tuo coraggio.
Facci sentire che sei soltanto passato nella stanza accanto.

E ora?

Sei nell’aria, Giulio caro.

Prof.ssa Lucia Canella