Nel segno di Carlo Urbani

In occasione della “Giornata in memoria del medico Carlo Urbani”, istituita dall’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa delle Marche, martedì 31 marzo 2026 alcuni studenti delle classi prime del Volterra Elia hanno partecipato alla seduta straordinaria del Consiglio regionale delle Marche, convocata con l’obiettivo di ricordare l’impegno umano, professionale e scientifico del medico marchigiano che contribuì in modo decisivo all’identificazione della SARS nel 2003.
Gli studenti — che all’inizio dell’anno scolastico avevano preso parte al viaggio di socializzazione a Castelplanio con visita al Museo Carlo Urbani — erano accompagnati dalla prof.ssa Stefania Angeletti e dal prof. Pasqualino Sacchetti.
L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di riflessione e approfondimento sulla figura di Carlo Urbani, medico, ricercatore e operatore umanitario, esempio di straordinario impegno civile e responsabilità scientifica.
Nel corso della seduta sono intervenuti con le loro testimonianze Luca Urbani, vicepresidente dell’Associazione Italiana Carlo Urbani (AICU), il Sindaco di Castelplanio Giuseppe Montesi, il direttore del Museo “Carlo Urbani” Roberto Gigli, Nicoletta Dentico, già direttrice generale di Medici Senza Frontiere Italia, Candida Pinto dell’Ufficio Scolastico Regionale e il giornalista Vincenzo Varagona, autore di due volumi dedicati alla figura del medico marchigiano.
Dagli interventi dei relatori è emerso il ritratto di un “eroe moderno”, come lo aveva definito l’allora Segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan: marchigiano d’origine e profondamente cosmopolita nella sua vocazione professionale, capace di coniugare competenza scientifica, responsabilità morale e attenzione verso gli altri — un binomio vivente tra scienza e fede, nel ricordo della dottoressa Pinto.
Come ha ricordato Luca Urbani, la memoria del padre non dev’essere soltanto celebrativa, ma deve diventare un’occasione educativa per le giovani generazioni, invitandole a sviluppare sensibilità verso le persone fragili e i contesti più vulnerabili. Ciò che rendeva speciale Carlo Urbani non era soltanto ciò che ha fatto, ma anche le sue qualità umane — discrezione, responsabilità e attenzione verso gli altri.
Anche il Museo “Carlo Urbani” di Castelplanio, come ha sottolineato il direttore Roberto Gigli, rappresenta un luogo capace di custodire e trasmettere una memoria viva del medico e dell’uomo, mostrando sia la dimensione professionale sia quella privata di una figura che rimane ancora oggi un riferimento etico e civile, modello di dedizione e impegno.
Nel corso dell’incontro sono intervenute anche la prof.ssa Stefania Angeletti, una studentessa del nostro Istituto, Vanessa, e una madre, Alessandra, che hanno espresso la propria gratitudine per l’opportunità di conoscere più da vicino la figura di Carlo Urbani. La sua testimonianza — fatta di parole, azioni e scelte di vita — continua a ricordarci come sia possibile aspirare a un’esistenza piena e significativa, costruita non solo per gli altri, ma insieme agli altri, nella consapevolezza che ogni percorso umano è fatto anche di fragilità e difficoltà. L’esperienza è stata resa possibile grazie alla preziosa collaborazione dell’associazione Happennines e alla dedizione e professionalità delle guide del Museo Carlo Urbani, coordinate dal direttore Roberto Gigli.

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